Natalia Karpman - Artist & Insta expert

Nicchia: Art Marketing | Sales – Instagram @yes.artmarketing

Natalia arrivò in un momento di crisi professionale con una domanda – come muovermi nel mio lavoro? Voglio avere più stabilità senza rinunciare alle mie passioni ed interessi – l’arte.

La situazione di partenza: non mi trovo nello stato mentale più intraprendente – non riesco a vedere chiaramente ciò che mi si addice oggi, dubito di me stessa, come se mi mancasse la connessione con la realtà.

Contratto di coaching: 10 sessioni – lo scopo è trasformare in azione la decisione di sistematizzare le mie entrate, monetizzando le mie competenze. 

In questa intervista Natalia racconta il suo percorso di coaching di 5 mesi.

– Cosa succedeva nella tua vita quando hai deciso di intraprendere il percorso di coaching uno a uno con me?

“Non ero sicura di cosa fare, volevo continuare a lavorare con gli artisti, ma non riuscivo a capire in che modo le mie conoscenze e le mie competenze potessero essere utili alle persone. Provavo una forte “sindrome dell’impostore”, temevo che le persone non fossero disposte a pagare per le mie conoscenze e che non fossi ancora pronta a monetizzarle e farmi pagare”.

– C’era qualcos’altro che ti creava confusione?

“Si. Il pregiudizio che avevo sul lavoro da esperta di marketing. Per me essere un artista era figo, la vedevo come una cosa degna, mentre essere “un artista ed esperta di marketing insieme “fosse così così. Dall’altra parte sentivo come se il lavoro da artista non fosse un vero lavoro da adulti. Invece essere un esperta di marketing significava diventare grandi e smettere di creare come un’artista. Questo mi spaventava. In più, non capivo bene cosa avrebbe significato per me essere un esperta di marketing e guadagnare sulle mie conoscenze o come sarebbe stato per me. Volevo creare siti web – questo mi sentivo di fare, cosi percepivo le mie competenze.”

– Qual’è stata la domanda con cui hai iniziato il percorso?

“Come monetizzare le mie competenze? Questa era la domanda chiave che mi sono posta. Avevo tanta esperienza nelle vendite, nel passato gestivo una scuola di inglese, e andava molto bene. Avevo un master in Marketing, e tanta esperienza nell’arte da artista e creatrice dei corsi per gli artisti. Ma non sapevo come unire il puzzle, vedevo tutte le mie esperienze come dei pezzi scollegati.”

– Cosa volevi fare a quel punto? Che soluzioni vedevi?

“Volevo trovare un lavoro part-time in un ufficio o in un’azienda. Nel frattempo continuare a lavorare per me stessa mettendo in piedi il mio nuovo posizionamento, o continuando con la vecchia attività. Andare a lavorare per un’azienda voleva dire per me avere degli income fissi che comunque potevano dare più stabilità, dall’altra parte sentivo una resistenza per questo scenario. Infatti, alla fine non l’ho nemmeno esplorato. Già dopo la prima sessione di coaching mi sono messa ad analizzare le mie risorse attive, e quello che potevo fare con quello che avevo. E sono rimasta stupita dalle potenzialità che avevo.”

– Hai fatto un percorso di circa 5 mesi, ci siamo incontrate per 7 sessioni. Cosa è successo in questo percorso? Dove ti trovi ora?

“Ora guadagno abbastanza per vivere comodamente, e lo faccio in autonomia, monetizzando le mie conoscenze e la mia esperienza nel marketing e nell’arte. Ora guadagno di più rispetto a quello che mi entrava quando lavoravo a Mosca – e avevo un lavoro ben pagato.”

– Come hai percepito il percorso?

“Non pensavo nemmeno che mi sarebbe piaciuto così tanto. Ho un sacco di idee, non riesco a stargli dietro, il pubblico mi ascolta e ho molto da dire.”

– Quali risultati evidenzieresti come significativi per te?

“Mi occupo di servizi e corsi formativi. In 5 mesi ho lanciato 1 servizio e due esperienze formative. Subito dopo che abbiamo iniziato a lavorare insieme, ho lanciato la mia mentorship per gli artisti. Ho iniziato a vendere la mentorship su Instagram e ho sempre avuto tanta richiesta. Poi ho creato una bootcamp per insegnare agli artisti come monetizzare la loro arte, e ha avuto cosi tanto successo che ne ho fatte due edizioni consecutive. Alla fine, ho lanciato il mio primo corso sui reels per gli artisti.”

– Quanti studenti hai avuto in questi 5 mesi?

“60 studenti. E sono tanti, considerando che sono partita da zero senza manco un’idea precisa cosa fare della mia vita. Alcuni studenti sono arrivati dai miei vecchi corsi, ma la maggior parte sono persone con cui non avevo mai lavorato prima. La cosa bella che un quarto di loro passa da un prodotto all’altro, quindi il tempo di collaborazione insieme si allunga. E questo mi dice della fiducia che hanno in me e della solidità del mio personal brand.”

– Ora come ti senti?

“Sento il potere di essere brava in quello che faccio. C’è fiducia nelle prime vittorie e i passi sono sempre più chiari. È come se mi fossi tolta la pelle vecchia – o la buccia – per lasciare che tutte le mie idee e i miei progetti emergano dal profondo.”

– Cosa ti ha aiutato ad arrivare laddove sei ora?

“Darmi il permesso di sperimentare, fare quello che sento mio e crescere, assumendone di responsabilità. L’ho fatto per alcuni mesi ed è diventata una normalità per me. Ho iniziato a seguire il mio interesse e ascoltare la mia intuizione. Sono piena di idee, le prendo e vado a realizzare. Agisco. Non riesco a immaginare come avrei potuto gestirlo prima. Ora mi sento ottimista, so che riuscirò sicuramente a inventare qualcosa, guadagnerò soldi e non fallirò.”

– In che cosa in particolare ti ha aiutato il percorso di coaching con me?

“Il percorso di coaching è stato molto utile. È successa una sorta di magia. Quando mi chiedevano cosa facevamo durante le sessioni non riuscivo a spiegarlo. Ho avuto molto sostegno morale e ho potuto dare le risposte a domande difficili in un ambiente sicuro. Non avrei potuto discutere di questi argomenti con una mia amica davanti a un bicchiere di vino. Non sarebbe possibile ottenere un sostegno del genere da un amico. E poi, lavorando da soli, come solopreneur, per me poter parlare delle mie difficoltà era di vitale importanza.”

– Cosa è stato per te trasformativo?

“Ho trovato un sostegno interiore che prima non era evidente per me. La sensazione di leggerezza mi ha aiutato a fare ciò che ho fatto con successo. Ho apprezzato la mia capacità di essere leggera, anche spensierata, e l’ho portata nella creazione dei miei prodotti e servizi. E anche nelle vendite. Ho iniziato ad ascoltare la mia intuizione e a chiedermi: cosa voglio io?”

– Come vedi i tuoi punti di crescita?

“Ho bisogno di sviluppare la fase di “delivery” dei miei prodotti, imparare a giocare a lungo, stabilire un sistema di riposo e lavoro, aumentare la conversione dei prodotti in risultati dei miei clienti, sviluppare la disciplina, lavorare sui prezzi, affinare il pubblico. Tante cose da fare, e imparare ancora.”

– Cosa diresti a te stessa di 6 mesi fa (e a tutti gli altri che pensano di intraprendere un percorso di coaching)?

“Non abbiate paura, provate e agite. Non funziona per chi non fa nulla. A me stessa direi “non sei stupida, Natasha. Agisci. Ce la puoi fare.”  

– Come è stato per te il percorso?

“L’intero percorso di coaching è stato molto più semplice di quanto pensassi all’inizio. Sono grata di averti incontrata.”

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